Napoli ha prodotto molti miti..Nel corso della sua storia millenaria ha di
frequente creato personaggi e simboli che hanno poi avuto una loro autonoma
vita rimanendo nella memoria della gente. Masaniello è senza dubbio
uno di tali miti: il personaggio storico, già per suo conto avvolto
da un alone di mistero e di tragica grandezza, ha finito col diventare in
tre secoli e mezzo il simbolo della ribellione ai soprusi del potere, espressione
della libertà del popolo, ma anche, in negativo, il simbolo del ribellismo
rozzo e distruttivo della plebe. Tratto all’improvviso dall’oscurità
di un’anonima e misera esistenza, nel volgere di soli dieci giorni Masaniello
sale al vertice del potere per piombare altrettanto repentinamente nell’abisso
della follia, del tradimento, dell’assassinio. La rivoluzione di Masaniello
si svolse dal 7 al 16 Luglio 1647, una rivoluzione che coglie l’origine
e il significato stesso del mito, per tanti napoletani e non, tutt’ora
vivo.
(Tratto da Masaniello di Vittorio Dini, Newton, Roma 1999)
Note di regia
In scena, quattro giovani attori narrano la storica vicenda
di Masaniello,pescivendolo, lazzaro, eroe della rivoluzione partenopea del
1647.
Lo spettacolo vanta una originale dinamicità: il ritmo incessante bandisce
la noia e la monotonia.
La regia segue canoni in cui si mescolano generi differenti, teatrali e non.
Alle note suggestive del Lacrimosa (Requiem) di Mozart si mescola il ritmo
incessante dei Tamburi del Bronx, dal suono degli Angra o Pearl Jam, ai ritmi
partenopei dei Zezi e delle tarantelle.
Una luce soffusa, due tagli laterali di luce che squarciano il buio,un fondale
nero su cui poggia una rete da pesca, un trono, un tavolo e velluti rossi:
questa la scena.
Gli attori indossano mantelli, cappelli o altri pochi elementi, segni che
disegnano i corpi: questi i costumi.
Questo lavoro nasce in un contesto storico dominato dal qualunquismo e dalla
stupida e banale devozione alle apparenze del consumismo di massa che riescono
ad infiltrarsi, ogni giorno di più nei sacri domini dell’arte
e della sua produzione. Questo spettacolo è figlio di un contesto sociale
in cui i giovani e ancor di più i giovani artisti non riescono ad esprimersi.
Da questo sottostrato nasce il “fresco” spettacolo su Masaniello.
Per un teatro divulgativo
Da un disegno artistico concepito e realizzato poi da Manuele
Morgese nasce l’idea del Teatro divulgativo.
Teatro sperimentale? Teatro di ricerca?
Senza troppe etichette parliamo semplicemente di un altro modo, un modo insolito
ma non troppo, forse un modo nuovo di concepire l’approccio alla messinscena
di cui Teatrozeta si fa portavoce.
Un teatro che tratti argomenti impegnati (con particolare attenzione al dramma
storico) ma non impegnativi, tradotti in rappresentazioni di breve durata
e di facile comprensione. Un teatro per tutti, un teatro che parli alla gente
in maniera semplice, un teatro fresco come un bicchiere d’acqua, essenziale
(senza fronzoli per scene o costumi), un teatro di intense atmosfere, che
coinvolga lo spettatore attraverso un impegno completo, esaustivo dell’attore.
Un teatro supportato da musiche, immagini, suoni e soprattutto da testi di
autori contemporanei.
Un teatro che divulghi la storia del mondo, la storia di personaggi illustri
del passato che di questa storia fanno parte e le cui gesta sono ancor oggi
esemplari e di monito per le nuove generazioni.
Quella di Teatrozeta non è una nostalgica ricerca di glorie passate
ma un percorso impegnato e attento rivolto al futuro. Un futuro con la coscienza
e conoscenza del passato sarà certo un presente migliore.
Masaniello rientra a pieno titolo in questo percorso culturale e teatrale.
Scritto e interpretato da Manuele Morgese e diretto dalla regia di Brando
Minnelli, Masaniello, l’uomo, l’eroe, il mito rappresentato a
Roma per la prima volta nel 2002, è il primo passo di questo cammino,
di questa ricerca che diviene di anno in anno sempre più intensa e
che vede coinvolto un gruppo di attori, registi, autori, organizzatori e intellettuali
in genere, sempre più folto.
Autore e protagonista: Manuele Morgese, nei panni di Masaniello.
Altri interpreti: Gianni Verdesca, nel ruolo del Viceré, Cardinale
, Diana del Monaco, nei panni di Bernardina, Eduardo Ricciardelli in quelli
del Banditore.
Prodotto dalla Compagnia TEATROZETA in collaborazione co Teatro stabile di
Calabria
Durata: un’ora e cinque minuti
Lo spettacolo, in tournèe da due anni, ha debuttato
a Roma il 7 Luglio 2002, presso lo Spazio teatro del CIP. La tournèe
2002/2003 ha poi toccato le seguenti piazze:Nola (Napoli),Comiziano (Napoli),
Agropoli (Salerno), Castello Saraceno, Pisciotta (Salerno),Giungano (Salerno),
L’Aquila (TEATRO COMUNALE) Agropoli (SA) presso L’Arena del Porto
turistico nell’ambito di THEATRON, festival internazionale del teatro
del mediterraneo, L’Aquila, fontana monumentale delle 99 cannelle, Prata
d’Ansidonia (AQ) – Castello Camponeschi, Torchiara (SA), Marina
di Pisciotta(SA), S.Eusanio Forconese , Amatrice (RI) – TEATRO COMUNALE,
Francavilla al mare (PESCARA)- museo Michetti, Teramo - Museo archeologico.
Nel 2004: Napoli Teatro Galleria Toledo, Chieti, Teatro Marrucino, Avella(NA)
Palazzo Ducale, Vallo della Lucania (SA), Anfiteatro parco stella del mattino,
S.Maria di Castelabate(SA), villa Matarazzo, S.Maria del Cedro (Cosenza),
Fagnano(AQ), Castello medievale, Amalfi (la darsena).